GIORNO DEL RICORDO: PER NON DIMENTICARE, CONTRO LE DISCRIMINAZIONI E IN DIFESA DELLE MINORANZE
Bandiere a mezz’asta oggi in Comune a Sansepolcro per ricordare le vittime delle Foibe. Oggi è infatti il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 per ricordare coloro che furono trucidati dalle truppe titine e gli episodi dell’esodo giuliano dalmata degli anni ‘40. Eventi drammatici che portarono alla morte di tante persone e all’esilio dalle terre di origine di interi nuclei familiari.
“ Si concludono oggi, 10 Febbraio Giorno del Ricordo, le iniziative dedicate dallo scorso 27 Gennaio alla Giornata della Memoria – spiega il sindaco di Sansepolcro Daniela Frullani – quasi a simboleggiare un filo che lega ogni specifica immensa sofferenza inflitta e per non dimenticare mai quanto accaduto nel passato. La difesa delle minoranze e l’impegno contro le discriminazioni sono il fondamento stesso della democrazia ed è importante trasmettere questi valori alle giovani generazioni e a quelle future.”
Le Foibe sono profonde cavità carsiche che si trovano proprio nei pressi di Trieste e che si trasformarono nelle tombe di centinaia di italiani. La foiba più tristemente famosa è quella di Basovizza, una frazione del comune di Trieste dove si trova il monumento dedicato al ricordo di tutte le vittime degli eccidi in nome della pulizia etnica del 1943 e 1945 e dove alcuni rappresentati dell’amministrazione comunale e una ventina di biturgensi si sono recati l’anno scorso. La delegazione si recò anche alla Risiera di San Sabba a Trieste. Questo stabilimento per la pilatura del riso costruito all’inizio del ‘900 venne utilizzato dopo l'8 settembre 1943 dai nazisti come campo di prigionia, destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba fu dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica.
“Vorrei anche ricordare che il 12 febbraio – aggiunge il sindaco Frullani – ricorre il 70esimo anniversario del naufragio del piroscafo norvegese Oria e degli oltre 4000 militari italiani che vi hanno perso la vita. Tra loro anche Dino Comanducci di Sansepolcro, morto all’età di 23 anni. In quella vecchia nave salpata da Rodi l’11 Febbraio erano stipati fino all’inverosimile 4000 soldati italiani che si erano rifiutati di aderire al nazismo e alla Repubblica di Salò e che dovevano essere trasferiti come forza lavoro nei lager del Terzo Reich. Il 12 Febbraio ci fu una tempesta e il piroscafo affondò presso Capo Sounion, a nord del Piereo e solo una trentina di loro si salvarono.”